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Domenica, Febbraio 17, 2019

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Al “distretto del riso” arrivano 270mila euro

Con il progetto “Saturno” il Distretto agricolo delle risaie lomelline si pone l’obiettivo di diffondere l’utilizzo di satelliti e di altre tecnologie innovative a supporto di tecniche di fertilizzazione “a rateo variabile” in risicoltura. Il progetto ha l’obiettivo di «trasferire e diffondere metodologie innovative e tecniche a supporto di una distribuzione del fertilizzante razionale e sostenibile attraverso l’utilizzo di tecnologie satellitari e modellistica agronomica». Sfruttando l’Operazione 1.2.01 “Progetti dimostrativi e azioni di

informazione” contenuta nel Piano di sviluppo rurale 2014-2020, il Distretto agricolo, che è presieduto da Aldo Gregotti e che ha sede alla borsa merci di piazza Trieste, ha portato a casa dalla Regione 217.464 euro su un importo ammissibile di 271.830 euro. Il progetto promuoverà iniziative sia a carattere informativo sia dimostrativo. L’esperienza progettuale si focalizzerà prevalentemente sulla stagione risicola 2018 e sarà oggetto di una valutazione dei benefici metodologici proposti e di un’analisi dei risultati con l’obiettivo di valutare la sostenibilità a livello di distretto agricolo-contesto territoriale più ampio», spiegano Gregotti e Andrea Panzarasa, direttore del distretto. I principali argomenti trasferiti durante le differenti azioni riguarderanno la gestione della fertilità in risaia; tecnologie satellitari a supporto dell’agricoltura di precisione; modellistica agronomica per la stima della fenologia e dello stato nutrizionale della pianta; tecniche e macchinari per la gestione delle colture “a rateo variabile”; sistemi interattivi per la disseminazione della conoscenza (sito web e wiki page) e per la distribuzione dei dati (geoportale). Le azioni di dimostrazione avranno l’obiettivo di mostrare come i dati acquisiti da remoto (telerilevamento) e in campo (smart app), abbinati alla modellistica agro-meteorologica e alla consulenza di tecnici agronomi, possano supportare gli agricoltori nell’uso più razionale dei fertilizzanti attraverso una gestione “a rateo variabile” della coltura. Sarà possibile modulare gli interventi di concimazione a seconda delle reali necessità della coltura utilizzando macchine agricole già presenti sul mercato ma normalmente sottoutilizzate.

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