GARLASCO – Alberto Stasi potrà scontare la parte residua della pena in affidamento in prova ai servizi sociali. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha accolto l’istanza presentata dalla difesa dopo il parere favorevole espresso dalla Procura generale. La notizia, anticipata dal Tg La7, è stata confermata all’ANSA da fonti qualificate. Condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007, Stasi era detenuto dal 2015 e negli ultimi tempi si trovava in regime di semilibertà. Con il nuovo provvedimento potrà quindi terminare di scontare la pena fuori dal carcere, sotto il controllo dei servizi sociali. La fine della pena è prevista nel 2028. La decisione arriva al termine di un percorso caratterizzato dalla progressiva concessione di benefici penitenziari, prima con l’autorizzazione al lavoro esterno e successivamente con la semilibertà. Determinanti, secondo quanto emerso, sono stati la buona condotta mantenuta durante la detenzione e le relazioni positive redatte dall’équipe del carcere di Bollate. Nel corso dell’udienza, svolta a porte chiuse, la Procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni, attraverso il sostituto procuratore generale Valeria Marino, aveva espresso un parere favorevole alla richiesta della difesa, sottolineando il comportamento corretto tenuto da Stasi negli anni di detenzione. L’affidamento in prova ai servizi sociali rappresenta uno degli strumenti previsti dall’ordinamento penitenziario per favorire il reinserimento sociale dei detenuti che abbiano dimostrato un percorso positivo durante l’esecuzione della pena. Nel caso di Stasi, il provvedimento non ha alcun collegamento con l’eventuale richiesta di revisione del processo che i suoi legali intendono presentare. Le due procedure seguono infatti percorsi giuridici distinti e indipendenti. Con la decisione del Tribunale di Sorveglianza si chiude dunque una nuova fase dell’esecuzione della condanna di Alberto Stasi, mentre sul fronte giudiziario resta aperta la possibilità di future iniziative della difesa volte a chiedere la revisione del processo.
