PAVIA – Un’operazione coordinata dalla Polizia di Stato ha portato questa mattina all’arresto di un giovane di 19 anni residente a Pavia e all’esecuzione di numerose perquisizioni in diverse regioni italiane, nell’ambito di un’indagine su attività di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa. Il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari è stato disposto su delega della Procura della Repubblica di Milano. Il giovane è ritenuto al centro di un gruppo attivo online che avrebbe diffuso contenuti di matrice neofascista, neonazista e antisemita, includendo anche forme di minimizzazione della Shoah e apologia del genocidio del popolo ebraico. Contestualmente all’arresto, sono stati eseguiti 14 decreti di perquisizione nei confronti di altri giovani, tra cui diversi minorenni, residenti in numerose province italiane tra cui Roma, Torino, Cagliari, Perugia, Salerno, Siena e altre, su delega anche della Procura minorile di Milano. Le indagini, condotte dalla Sezione Antiterrorismo della DIGOS della Questura di Milano con il supporto della DIGOS di Pavia e del Servizio per il Contrasto del Terrorismo e dell’Estremismo Interno, sono partite da attività di monitoraggio del web negli ambienti dell’estrema destra suprematista. Gli investigatori hanno individuato un gruppo attivo su una piattaforma di messaggistica istantanea, denominato “Chat Terza Posizione”, che sarebbe stato creato e amministrato dal giovane arrestato. All’interno dello spazio virtuale sarebbero stati diffusi contenuti di propaganda estremista e antisemita, oltre a riferimenti e apologie di attentati di matrice suprematista. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo avrebbe anche promosso l’idea di organizzarsi in strutture operative sul territorio, con finalità violente, e la diffusione di un manifesto ideologico. Nel corso dell’attività investigativa è emersa inoltre l’esistenza di ulteriori canali e gruppi analoghi, utilizzati per la diffusione dei medesimi contenuti. Le indagini hanno inoltre evidenziato collegamenti tra diversi soggetti coinvolti e altri contesti estremisti già attenzionati in precedenti operazioni di polizia, anche con riferimento a episodi di radicalizzazione di minori. L’operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di contrasto all’estremismo ideologico online e alla propaganda d’odio, coordinato a livello nazionale dalle autorità giudiziarie e dalle forze dell’ordine.
