Spialtini (Garlasco Civica): «Crescita degli immigrati extra Ue, serve un percorso di integrazione e prevenzione»

GARLASCO – Un confronto sulla gestione dei cambiamenti demografici e sulle politiche di integrazione. È quello sollevato dal consigliere di minoranza Mario Spialtini, esponente del gruppo Garlasco Civica, durante l’ultimo Consiglio comunale del 27 luglio, in occasione della discussione sul Documento unico di programmazione (Dup) 2027-2029.

Al centro dell’intervento i dati riportati nello stesso documento comunale relativi alla presenza di cittadini immigrati. Secondo quanto evidenziato da Spialtini, gli immigrati extraeuropei registrati nel 2025 sarebbero 103, rispetto ai 45 del 2024, con un incremento superiore al 128 per cento in un anno. Un fenomeno che, secondo il consigliere, sarebbe in crescita dal 2022: dai 5 cittadini registrati in quell’anno ai 12 del 2023, fino ai 45 del 2024 e ai 103 del 2025.

Parallelamente, Spialtini ha sottolineato il calo degli immigrati provenienti da Paesi europei non appartenenti all’Unione europea, con particolare riferimento ai cittadini ucraini, passati da 54 nel 2024 a 38 nel 2025.

«Non si tratta di criminalizzare nessuno né di alimentare paure – ha precisato il consigliere – ma di prendere atto di una realtà fotografata dai dati ufficiali del Dup e di gestirla con intelligenza e lungimiranza».

Da qui la proposta di avviare un confronto preventivo con le comunità presenti sul territorio, coinvolgendo figure di riferimento come rappresentanti religiosi, associazioni, mediatori culturali, scuole, Polizia Locale, forze dell’ordine e parrocchie.

Secondo Spialtini, l’obiettivo deve essere quello di «rafforzare l’integrazione, favorire il rispetto delle regole e prevenire situazioni di disagio», evitando che eventuali comportamenti isolati possano compromettere il rapporto tra cittadini e comunità straniere.

«La prevenzione è sempre preferibile all’emergenza – ha aggiunto –. Una buona amministrazione deve saper intervenire prima che si verifichino problemi gravi».

Il consigliere di opposizione ha quindi ribadito la necessità di un approccio «senza ideologie e senza chiudere gli occhi davanti ai dati»: «L’integrazione non si improvvisa – ha concluso – ma si costruisce attraverso il confronto, il rispetto reciproco e la collaborazione tra istituzioni e comunità».

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