DORNO – Si chiude con un risultato favorevole al Comune di Dorno la conferenza dei servizi convocata in Provincia sul progetto di un maxi impianto fotovoltaico. A comunicarlo è il sindaco Francesco Perotti, che rivendica il ruolo dell’amministrazione comunale nel percorso che ha portato all’archiviazione della procedura autorizzativa. «Giovedì 23 luglio – spiega il primo cittadino – si è svolta la conferenza di servizio in Provincia, durante la quale tutti gli enti interessati hanno potuto presentare le proprie osservazioni. Quelle del Comune di Dorno, adeguatamente motivate e argomentate, hanno determinato l’archiviazione della procedura, ritenuta improcedibile ai sensi dell’articolo 2, commi 3 e 5, della legge 10/26». Alla base del parere negativo espresso dall’amministrazione c’è il mancato rispetto dei limiti introdotti dalla nuova normativa regionale, che stabilisce precise percentuali di copertura degli impianti in rapporto alla superficie agricola utilizzata (Sau). «Nel nostro parere – prosegue Perotti – abbiamo evidenziato come i limiti previsti dalla legge venissero superati di circa il doppio dal progetto presentato». Il sindaco sottolinea come la posizione del Comune non sia contraria allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma sia legata alla tutela del territorio e del paesaggio agricolo. «Dorno non è contro le rinnovabili – precisa – ma da anni ci battiamo contro interventi di questa portata, capaci di trasformare profondamente il nostro territorio». Per rendere l’idea delle dimensioni dell’opera prevista, Perotti ricorda che l’area interessata avrebbe avuto un’estensione paragonabile a circa 200 campi da calcio regolamentari. «Un impatto enorme – conclude il sindaco – che avrebbe modificato in modo significativo l’equilibrio del territorio». L’area sulla quale doveva sorgere, si trova a sud del centro abitato, tra il torrente Terdoppio e la strada provinciale. Tra le opere accessorie figuravano anche le connessioni alla rete elettrica, che interesseranno i Comuni di Scaldasole, Sannazzaro e Pieve Albignola. Il secondo “no”, archivia per il momento il progetto.
