Protezione civile, alla Sipcam Oxon il test nazionale contro il rischio alluvionale negli impianti industriali

MEZZANA BIGLI – Il sito industriale della Sipcam Oxon Spa di Mezzana Bigli è stato il cuore dell’esercitazione nazionale EXE PO 2026, promossa dal Dipartimento della Protezione Civile per verificare l’efficacia del sistema di risposta alle emergenze in caso di eventi alluvionali di grande portata, sul modello di quanto accaduto nel Nord-Ovest d’Italia nell’ottobre del 2000. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di mettere alla prova i flussi di comunicazione, i modelli di intervento, il sistema di allertamento e il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali, verificando la capacità di risposta dell’intero sistema di Protezione civile in uno scenario particolarmente complesso. Protagonista della giornata è stato lo stabilimento Sipcam Oxon di Mezzana Bigli, dove è stato simulato uno scenario in continuo peggioramento causato dall’esondazione del Po. L’esercitazione ha riguardato in particolare gli eventi cosiddetti NATECH (Natural Hazard-triggered Technological events), ovvero incidenti tecnologici provocati da calamità naturali, una tipologia di rischio sempre più rilevante per gli impianti industriali. Durante la simulazione il gestore dell’impianto, con il supporto e l’indirizzo della Protezione civile, ha attivato una serie di misure straordinarie di prevenzione e mitigazione per limitare il rischio di danni esterni in caso di allagamento dello stabilimento. Un’attività sperimentale che rappresenta un banco di prova fondamentale per la definizione di future linee guida nazionali dedicate alla gestione delle emergenze NATECH. L’esercitazione ha interessato anche altri punti strategici del territorio pavese. È stata simulata, infatti, la chiusura del ponte ferroviario di Bressana Bottarone e del ponte stradale tra Castel San Giovanni e Pieve Porto Morone, con l’obiettivo di verificare il flusso delle informazioni tra Prefetture, Sale operative e gestori delle infrastrutture e valutare in anticipo gli effetti sulla viabilità in caso di reale emergenza. Le attività sono state coordinate dal Centro Coordinamento Soccorsi (CCS), attivato in Prefettura dal prefetto Francesca De Carlini. Un ulteriore scenario operativo si è svolto nel Comune di Bastida Pancarana, lungo l’argine del Po, dove sono state testate le procedure di allertamento, la chiusura delle paratoie delle chiaviche e gli interventi di pronto presidio idraulico per la salvaguardia delle arginature. L’attività sul campo è stata preceduta da una sessione di formazione teorica rivolta ai circa 400 volontari di Protezione civile che hanno poi partecipato alle operazioni, mettendo in pratica le procedure di presidio in caso di piena del fiume Po. L’esercitazione EXE PO 2026 è stata organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con l’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo), le Regioni interessate, le Prefetture e le Province dell’intero bacino del Po. «La simulazione delle emergenze e la verifica delle capacità di reazione del sistema e dei flussi di comunicazione rappresentano uno dei cardini del nostro sistema di Protezione civile e consentono di individuare ulteriori spunti operativi per rafforzare la mitigazione dei rischi», ha dichiarato il prefetto Francesca De Carlini, ringraziando tutti gli enti e gli operatori coinvolti nell’esercitazione a livello provinciale.

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