La Lega in crisi d’identità mette in lista pure l’ex candidato sindaco del Pd

MORTARA – Nel 1992, mentre l’Italia veniva travolta da Tangentopoli, a Mortara si apriva una stagione politica destinata a segnare un’epoca. La città diventò infatti il primo Comune italiano guidato da un sindaco della Lega Nord: Andrea Olivelli. Accanto a lui, nomi che hanno costruito la storia del Carroccio locale, da Elio Pecchenino a Diego Depaoli, fino a Fabio Farina. Erano gli anni del “vento del Nord”, dell’autonomismo vissuto come identità e missione politica. Oggi, però, di quella classe dirigente non resta quasi più nulla. Nel tempo si sono allontanati amministratori che hanno lasciato il segno nella vita cittadina: Fabio Rubini, ideatore del Civico 17, Simone Ciaramella, protagonista del rilancio di Asm, ma anche figure storiche come Ferrari Bardile, Silvia Piani, Alberto Capra e Alberto Gregotti. Una diaspora che, secondo molti militanti storici, ha svuotato il partito della propria identità originaria. A far discutere è soprattutto l’approdo nella Lega di Marco Barbieri, già candidato sindaco del Pd per due volte. Una scelta che per molti rappresenta il simbolo del trasformismo politico che ha cambiato il volto del Carroccio mortarese. Tra tricolori e nuovi equilibri, della Lega delle origini sembra rimanere soltanto il simbolo.

IN FOTO: Andrea Olivelli, sindaco a 29 anni, guida il consiglio comunale nel 1992: un’immagine della prima stagione leghista che segnò una svolta per la città

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