MORTARA – Il tema della sicurezza nelle scuole italiane torna alla ribalta in seguito ad alcuni episodi di violenza tra giovanissimi e all’annuncio di una circolare congiunta del Ministero dell’Interno e del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che introduce la possibilità di effettuare controlli con dispositivi di rilevazione metallica su richiesta dei dirigenti scolastici, in collaborazione con le prefetture. La misura non prevede l’installazione di varchi fissi come negli aeroporti, ma interventi circoscritti e mirati per affrontare situazioni critiche e contrastare la diffusione di armi bianche tra gli studenti. In questo contesto, la dirigente dell’Istituto Omodeo, Stefania Pigorini, richiama l’attenzione sul ruolo educativo della scuola, sottolineando come l’uso dei metal detector rappresenti una soluzione severa e residuale, da adottare solo in casi estremi, e ribadendo che gli strumenti di controllo non possono sostituire la missione fondamentale dell’istituzione scolastica: prevenire i conflitti attraverso l’educazione quotidiana al rispetto e al dialogo. Secondo la preside, la formazione degli studenti passa soprattutto dall’insegnamento al confronto con opinioni diverse, nel riconoscimento del valore e della dignità delle differenze, base indispensabile per una crescita solida e duratura. Pigorini evidenzia inoltre che l’educazione al rispetto non può ricadere esclusivamente sulla scuola, ma richiede una collaborazione costante tra famiglie, scuola e comunità, con i genitori chiamati a offrire esempi concreti di relazioni mature e responsabili. Pur riconoscendo la necessità di garantire la sicurezza di studenti e personale in situazioni di reale pericolo, la dirigente ribadisce che la sicurezza non si esaurisce nell’uso di strumenti di controllo e che, senza un’educazione al rispetto e alla corresponsabilità, ogni intervento rischia di risultare inefficace, confermando l’importanza imprescindibile di un’alleanza educativa fondata su dialogo, coerenza e collaborazione, nella quale i metal detector restino un’eccezione e non una regola.
