MORTARA – Cartelle più leggere, Tari leggermente più cara. Il Consiglio comunale del 27 luglio porterà al voto due provvedimenti destinati a incidere direttamente sulle tasche dei mortaresi: la definizione agevolata dei vecchi debiti per Imu, tassa rifiuti e multe, con l’eliminazione di sanzioni e interessi, e l’aumento della Tari 2026, che secondo le prime stime dovrebbe aggirarsi intorno al 5,24%. La prima misura è la cosiddetta rottamazione quinquies. Mortara ha deciso di utilizzare la possibilità concessa dalla normativa nazionale per consentire ai contribuenti di regolarizzare vecchie posizioni pagando il debito originario e le spese, ma senza gli importi maturati nel tempo. «Abbiamo scelto di aderire per offrire ai cittadini uno strumento concreto con cui chiudere situazioni rimaste aperte anche da molti anni – spiega il sindaco Fabio Farina -. Non si tratta di cancellare ciò che è dovuto, ma di permettere il pagamento del capitale evitando che sanzioni e interessi abbiano fatto crescere troppo il conto. Allo stesso tempo il Comune potrà recuperare crediti che, in molti casi, sono diventati difficili da riscuotere». La misura non sarà automatica e non riguarderà ogni debito verso il Comune. Saranno considerate le cartelle già affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per Imu, Tari e violazioni al Codice della strada, riferite al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. «La definizione agevolata consentirà di versare il capitale, le spese di notifica ed eventuali costi sostenuti per le procedure esecutive – chiarisce l’assessore al Bilancio Rita Maccarini -. Saranno invece eliminati le sanzioni, gli interessi di mora, quelli per la ritardata iscrizione a ruolo e l’aggio della riscossione. Il vantaggio potrà essere significativo soprattutto per le cartelle più vecchie». In pratica, chi aveva un debito originario di mille euro e ha visto aumentare la somma per effetto degli importi aggiuntivi dovrà pagare la cifra iniziale e le eventuali spese, ma non gli aumenti accumulati negli anni. Per aderire sarà necessario presentare domanda dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Entro il 25 febbraio 2027 verrà comunicato l’importo da versare, mentre il pagamento in un’unica soluzione o della prima rata dovrà avvenire entro il 31 marzo. «Sarà indispensabile rispettare le scadenze – precisa Maccarini -. In caso contrario si perderà il beneficio e torneranno dovuti anche sanzioni e interessi». Il secondo provvedimento riguarda invece la Tari 2026. Nella stessa seduta arriveranno al voto il Piano economico finanziario del servizio rifiuti e le nuove tariffe. La percentuale definitiva sarà nota in Consiglio comunale dopo l’acquisizione del documento predisposto dal gestore, ma dalle prime indicazioni l’incremento dovrebbe attestarsi attorno al 5,24%. «Per il 2026 l’aumento sarà comunque molto contenuto – afferma Farina -. Si giustifica con i servizi aggiuntivi resi necessari dai numerosi abbandoni di rifiuti e con la crescita dei costi del servizio. Basta pensare, per esempio, a quanto è aumentato il prezzo del gasolio». A incidere non sarebbe quindi soltanto l’adeguamento dei costi ordinari, ma anche la necessità di rimuovere più spesso sacchi, rifiuti ingombranti e materiali lasciati fuori dai punti di raccolta. Un aggravio che finisce per riflettersi sulle tariffe applicate a famiglie e attività. Il Consiglio si troverà così davanti a due misure di segno opposto: da una parte la possibilità di alleggerire vecchie cartelle e chiudere pendenze trascinate nel tempo, dall’altra un aumento della tassa sui rifiuti per coprire i maggiori costi del servizio.
