PARONA – Il Comune di Parona ha adottato il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (Peba), uno strumento destinato a individuare e programmare gli interventi necessari per rendere più accessibili edifici e spazi pubblici. Il piano pubblicato dall’11 fino al 26 giugno e i cittadini avranno a disposizione quindici giorni per presentare osservazioni e proposte prima dell’approvazione definitiva prevista per il 15 luglio. Sull’argomento interviene il gruppo di minoranza “Insieme per Parona”, guidato dal capogruppo Renato Soffritti, che invita la popolazione a partecipare attivamente alla fase di consultazione. «L’adozione del Peba rappresenta certamente un passo avanti – sottolinea Soffritti – ma ora è fondamentale raccogliere le segnalazioni dei cittadini per trasformare il piano in uno strumento realmente efficace». La minoranza ricorda di aver già sollevato il tema dell’accessibilità nell’aprile 2025, quando aveva presentato una mozione relativa alle difficoltà di accesso al Postamat e all’ambulatorio medico. «Ora attendiamo interventi concreti», afferma il consigliere, evidenziando come alcune segnalazioni informali su possibili miglioramenti non siano state accompagnate da atti ufficiali o comunicazioni scritte dell’amministrazione. Per favorire il confronto è stato organizzato un incontro pubblico in programma giovedì 25 giugno alle ore 21 nella Sala Consiliare del Comune di Parona. Alla serata parteciperà anche l’ingegnere incaricato della redazione del piano. L’invito rivolto ai cittadini è quello di segnalare eventuali criticità presenti sul territorio: gradini che impediscono l’accesso, porte troppo strette, marciapiedi sconnessi, assenza di corrimano o di semafori acustici. Chi non potrà partecipare all’incontro potrà comunque inviare le proprie osservazioni al gruppo consiliare, che si impegna a presentarle come contributi ufficiali durante l’iter di approvazione. Accanto agli aspetti positivi del piano, la minoranza evidenzia però alcune criticità. Secondo “Insieme per Parona”, il documento prende in esame edifici pubblici, scuole e infrastrutture comunali, ma non considera attività commerciali e servizi privati aperti al pubblico, come negozi, bar, parrucchieri e ambulatori. «Il rischio è quello di avere un piano incompleto – sostiene Soffritti – perché le persone con disabilità incontrano ostacoli non solo negli edifici comunali, ma anche nei luoghi che frequentano quotidianamente». Tra le proposte avanzate dalla minoranza figurano l’introduzione di incentivi per favorire l’adeguamento delle attività private, come eventuali agevolazioni sulla Tari, e la definizione di un cronoprogramma con tempi certi per l’eliminazione delle barriere. Le richieste saranno presentate sia durante l’incontro pubblico del 25 giugno sia nella seduta consiliare prevista per il 15 luglio, quando il PEBA tornerà all’esame per l’approvazione definitiva. «L’accessibilità non è un favore, ma un diritto – conclude Soffritti –. Chi incontra difficoltà a entrare in un negozio, dal medico o in qualsiasi altro luogo aperto al pubblico non può essere ignorato. Per questo è importante che i cittadini partecipino e contribuiscano a migliorare il piano».
