MORTARA E DINTORNI NELLA STORIA – Cinquant’anni di clima: estati più torride e acqua più scarsa

A cura di Simone Tabarini

Chi è cresciuto in Lomellina negli anni Settanta ricorda estati calde, ma raramente torride come quelle odierne. Oggi la situazione è cambiata, e a confermarlo non sono solo le sensazioni, ma anche i dati. In Lombardia la temperatura media è aumentata di circa 2 °C rispetto agli anni Settanta, con una crescita di circa 0,4 °C per decennio. Anche la Lomellina segue questa tendenza: le giornate con massime superiori ai 35 °C sono ormai più frequenti, mentre durante le ondate di calore si raggiungono spesso i 38 °C, con punte vicine o superiori ai 39 °C. Le estati del 2003, 2015, 2022 e 2023 sono state tra le più calde mai registrate. Il problema, non riguarda soltanto il caldo. Temperature elevate provocano una maggiore evaporazione dai terreni, dai canali e dalle risaie, aumentando il fabbisogno d’acqua delle colture. In un territorio agricolo, dove il riso rappresenta una delle principali risorse economiche, questo fenomeno assume un’importanza fondamentale. Anchele precipitazioni sono cambiate. La quantità annua di pioggia non è sempre diminuita in modo significativo, ma la sua distribuzione è più irregolare: violenti temporali concentrati in poche ore si alternano a settimane, mesi, di siccità. Il 2022 rappresenta l’esempio più evidente di questa trasformazione: le precipitazioni furono inferiori del 36% rispetto alla media, mentre il Po e il Ticino raggiunsero livelli eccezionalmente bassi, creando serie difficoltà all’irrigazione delle risaie. Negli ultimi cinquant’anni emerge quindi una tendenza chiara: la Lomellina è diventata più calda, con estati più lunghe e ondate di calore più intense, ma anche più vulnerabile alla scarsità d’acqua, una sfida che sta già modificando il paesaggio e l’agricoltura del territorio.

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