a cura di Simone Tabarini
A prima vista sembra una fotografia impossibile: un tram nel pieno centro di Garlasco. Eppure quello scatto è assolutamente autentico e da anni incuriosisce appassionati di storia locale e semplici osservatori. La spiegazione, però, è molto meno misteriosa di quanto possa sembrare. La fotografia risale al 1950, durante il passaggio del XXXIII Giro d’Italia lungo Corso Cavour. Ai lati della strada si riconosce una folla di spettatori in attesa dei corridori, mentre al centro della scena compare un tram con la grande insegna “Campari Soda” e il numero 21. Un dettaglio che, ancora oggi, induce molti a credere che Garlasco fosse un tempo servita da una linea tranviaria. In realtà quel mezzo non apparteneva affatto alla città. Si trattava della vettura n. 856 dell’ATM di Milano, normalmente impiegata sulla linea urbana 21 con capolinea in Piazza Fontana. Per l’occasione era stata trasformata in un originale veicolo pubblicitario destinato a precedere la carovana del Giro d’Italia. Negli anni del dopoguerra, infatti, era tradizione che, prima dell’arrivo dei ciclisti, transitasse una lunga sfilata di mezzi promozionali incaricati di distribuire gadget e reclamizzare i marchi più famosi, contribuendo a creare un’atmosfera di festa. È proprio questa insolita presenza ad aver alimentato, nel corso del tempo, l’equivoco. Garlasco non ha mai avuto una rete tranviaria urbana e quel convoglio fu soltanto un ospite di passaggio. Proprio per questo il cosiddetto “falso tram di Garlasco” continua ancora oggi ad affascinare e a ricordare un’epoca in cui il Giro d’Italia era molto più di una gara ciclistica: era un grande evento popolare capace di trasformare, anche solo per poche ore, le vie di un paese in un palcoscenico nazionale.
