a cura di Simone Tabarini
La natura è capace di stupire, con fenomeni che sembrano usciti da un racconto. In Lomellina, esiste una vicenda poco conosciuta che ancora oggi lascia spazio a domande. Si tratta di misteriose “bocche” o voragini che, secondo alcuni cronisti del passato, si aprivano improvvisamente nel terreno liberando enormi quantità d’acqua. “Diversi storici e cronisti parlano di un fenomeno singolare, che accadeva qui in Lomellina: si trattava di bocche o voragini che si aprivano con cadenza settennale, e che emettevano acqua in tale quantità da ingombrare le strade, inondare i campi e intaccare le abitazioni…” Le descrizioni parlano di aperture improvvise del terreno dalle quali l’acqua fuoriusciva con forza, invadendo campagne, strade e talvolta minacciando le abitazioni. L’aspetto più sorprendente sarebbe però la presunta periodicità del fenomeno: ogni sette anni. Un dettaglio che rende il racconto ancora più enigmatico. La Lomellina è da sempre un territorio dominato dall’acqua. Sotto i campi scorrono falde, antichi corsi fluviali e complessi sistemi idrici. In passato, quando il territorio era meno controllato e privo delle moderne opere di bonifica, eventi improvvisi legati alla pressione delle falde o ai cedimenti del terreno potevano apparire inspiegabili e assumere contorni quasi misteriosi. Una possibile interpretazione collega queste voragini a fenomeni di origine naturale, causati dall’accumulo di acqua nel sottosuolo e dal successivo rilascio. Alcuni hanno ipotizzato un legame con risorgive attive . Restano però ipotesi. Non esistono prove, né documentazioni di eventi identici a quelli descritti dai cronisti. Ed è forse proprio questo l’aspetto più affascinante: il fatto che tali fenomeni sembrino essere scomparsi nel nulla, lasciandoci soltanto interrogtivi.
