Premio Nazionale del Paesaggio: riconoscimento al Parco del Ticino per il recupero della rete irrigua storica

VIGEVANO – Un importante riconoscimento per la tutela e la valorizzazione del paesaggio rurale lombardo arriva dal Ministero della Cultura, che nella Giornata Nazionale del Paesaggio ha premiato a Roma il progetto “Il restauro dei manufatti irrigui: acqua, saperi e cura del paesaggio”, promosso dal Parco Lombardo della Valle del Ticino in collaborazione con il Politecnico di Milano. Il progetto si è distinto per l’efficacia delle azioni messe in campo nel recupero funzionale della rete irrigua tradizionale, dimostrando un impatto concreto nella lotta alla siccità. Gli interventi hanno infatti contribuito alla ricarica delle falde acquifere e alla salvaguardia di agroecosistemi di grande valore, restituendo al contempo centralità a un sistema idraulico storico che caratterizza la pianura padana. Nella motivazione ufficiale, il Ministero ha sottolineato la capacità del progetto di attivare un ampio programma di manutenzione straordinaria delle infrastrutture idrauliche, riconoscendone il valore come esempio di sapere tecnologico tradizionale e identitario. Particolare rilievo è stato attribuito anche all’approccio conservativo adottato, basato su tecniche e materiali a basso impatto ambientale.

A ritirare il premio sono stati il presidente del Parco del Ticino, Ismaele Rognoni, insieme alla responsabile del settore Pianificazione e Paesaggio Francesca Trotti e alla professoressa Paola Branduini del Politecnico di Milano. Un risultato che premia una gestione del territorio costruita nel tempo: già nel 2019, infatti, il Parco aveva ricevuto una menzione speciale per il progetto “Paesaggi di Marcita”, dedicato alla tutela di una pratica agricola unica. “È un riconoscimento che valorizza un lavoro corale e pluriennale – ha dichiarato Rognoni – reso possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni, mondo accademico, agricoltori e cooperative sociali. Un progetto che tutela un territorio di grande pregio e ne rafforza l’identità”. Alla base del successo, un approccio multidisciplinare che ha visto la stretta collaborazione tra diversi settori dell’Ente Parco e il supporto scientifico del Politecnico di Milano. “Questo premio riconosce il valore del paesaggio come patrimonio materiale e immateriale – ha spiegato la professoressa Branduini – dove il recupero dei manufatti si intreccia con la trasmissione dei saperi tradizionali, mantenendo vivo un sistema idraulico apprezzato già dal Settecento”. Il progetto nasce infatti dall’esigenza di preservare la rete irrigua storica della Valle del Ticino, elemento chiave per la gestione sostenibile dell’acqua e per la conservazione della memoria rurale. Tra gli obiettivi principali: il recupero dei manufatti, la tutela della biodiversità, la promozione dell’educazione ambientale e il rafforzamento della resilienza climatica del territorio. Non meno rilevante l’impatto sociale dell’iniziativa. Le attività sono state accompagnate da percorsi di inclusione lavorativa: almeno il 30% delle squadre operative è composto da persone in condizioni di fragilità. Un elemento che rafforza il ruolo del paesaggio come bene comune e strumento di coesione sociale. Il riconoscimento ottenuto si inserisce nell’ambito dell’edizione 2025-2026 del Premio Nazionale del Paesaggio e del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa, confermando il Parco del Ticino come modello virtuoso nella gestione integrata del territorio, tra innovazione, tradizione e inclusione.

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