Squillaci: «Chiuderemo il Pgt, ma alcune regole vanno riviste»

VIGEVANO – Per lui è un “ritorno a casa”, dopo la precedente esperienza in amministrazione. Giuseppe Squillaci è uno degli assessori esterni nominati da Paolo Previde Massara dopo la sua elezione a sindaco di Vigevano. Al delegato alla Programmazione e all’Urbanistica spetterà il compito di guidare lo sviluppo della città nei prossimi anni, anche se dovrà confrontarsi innanzitutto con l’approvazione definitiva del nuovo Piano di Governo del Territorio (Pgt). «Dal punto di vista urbanistico c’è alle spalle un lavoro molto lungo e fatto bene – dice Squillaci, lasciando intendere di voler proseguire lungo il percorso tracciato dall’amministrazione guidata dall’ex sindaco Andrea Ceffa –. Vorrei chiudere la pratica così come è stata portata avanti, ma non sono contrario a eventuali revisioni» Alcuni aspetti, infatti, non convincono del tutto il neoassessore. «Uno è di carattere urbanistico e riguarda il vincolo paesaggistico esteso a tutto il territorio comunale, comprese le periferie – spiega –. Comprendo che derivi dall’inserimento nel Parco del Ticino, ma oggi i cittadini che vogliono eseguire piccoli interventi sul proprio immobile devono affrontare tempi lunghi e molta burocrazia. Ritengo che su questo tema sarà necessario avviare un confronto con l’ente Parco per valutare possibili modifiche ad alcune regole». L’altro punto riguarda invece il consumo di suolo. «Il nuovo Piano di Governo del Territorio punta molto a limitare le nuove edificazioni su terreni vergini, ma quando un’azienda valuta di insediarsi in un territorio – osserva Squillaci – compie un’analisi dei costi e dei benefici. Alla fine della scorsa legislatura noi, come gruppo di Forza Italia, avevamo proposto di arrivare a una riduzione del consumo di suolo del 50%, ma alla fine si è raggiunto un compromesso. In ogni caso, il riutilizzo delle aree dismesse, alcune delle quali non sono nemmeno in condizioni di particolare degrado, rappresenta una carta che possiamo certamente giocarci». In una città che cerca di guardare anche oltre il comparto calzaturiero, alla domanda su quali settori puntare per l’industria del futuro Squillaci preferisce non sbilanciarsi. «Per come sta evolvendo il mercato e sulla base dei confronti avuti con le realtà produttive della città e del territorio – spiega – si guarda soprattutto all’innovazione tecnologica. Le start-up rappresentano sicuramente un’opportunità interessante, ma sarà poi il mercato a stabilire se un progetto sia realmente sostenibile». Una città come Vigevano, inoltre, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione, necessita di servizi sempre più di prossimità. Sul modello della “città dei 15 minuti”, Squillaci si esprime così: «Non è un’idea utopistica, ma un obiettivo da raggiungere nel lungo periodo, procedendo per gradi – afferma –. Bisognerà innanzitutto intervenire sulla viabilità, in particolare sulla rete delle piste ciclabili, affinché un cittadino possa raggiungere nell’arco di un quarto d’ora i principali servizi essenziali». E, inevitabilmente, il discorso si sposta sulle risorse economiche. «Devo ancora approfondire diversi aspetti – conclude –. Dopo un confronto con l’assessore al Bilancio mi piacerebbe destinare una parte consistente delle risorse alla manutenzione della città. Inoltre, proveremo a sfruttare le opportunità offerte dai bandi come fonte di finanziamento. Ho intenzione di chiedere l’assunzione di una figura dedicata, così da essere pronti a presentare progetti mirati ogni volta che si presenterà un’occasione».

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