MORTARA – Le bollette dell’acqua in provincia di Pavia aumenteranno del 3,82% nel 2026, del 3,85% nel 2027 e del 4% sia nel 2028 sia nel 2029. La nuova tariffa è già stata approvata dalla Conferenza dei Comuni e ora attende il voto del Consiglio provinciale. In quattro anni il rincaro sfiora il 17%, contro il 12% circa previsto in pianura. Pavia Acque spiega che gli aumenti servono a finanziare 129 opere per circa 150 milioni di euro, 65 milioni in più rispetto alla programmazione precedente. La società sottolinea inoltre che l’incremento resta contenuto rispetto al volume degli investimenti programmati e che le tariffe pavesi risultano inferiori a quelle previste nella maggior parte degli altri ambiti lombardi. Patto per il Nord Lomellina chiede chiarezza. «Dal 2022 al 2025 Pavia Acque ha chiuso ogni bilancio in utile, per oltre 22 milioni di euro – ricorda Simone Ciaramella, ex presidente della municipalizzata mortarese -. Quei soldi servono anche alle opere, nessuno lo nega». Nel frattempo sono cresciuti i costi di gestione. Secondo i bilanci della società, nel 2014 erano 58 milioni di euro; nel 2025 hanno superato i 91 milioni, il 57% in più. Il salto più forte è arrivato nel 2022, quando il caro energia li ha portati da 73 a quasi 90 milioni in un solo anno. Da allora non sono più scesi sotto gli 86 milioni. «E se i costi crescono così, la prima domanda è come vengono gestiti – aggiunge Ciaramella -. Prima di aumentare le bollette, il gestore deve dimostrare di aver fatto il possibile per contenere le spese». Il confronto con il vicino Piemonte fa riflettere. Nel 2025 Acqua Novara.Vco, il gestore del servizio idrico nelle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, ha investito 42,1 milioni di euro, più dei 41,4 milioni di Pavia Acque, pur servendo una popolazione inferiore. Eppure la bolletta di una famiglia di tre persone è pressoché identica: 405 euro a Novara, 406 a Pavia. Un confronto che, secondo Patto per il Nord, dimostra come livelli di investimento più elevati non comportino necessariamente bollette più care. C’è poi il conguaglio. Dall’inizio dell’anno le bollette sono calcolate con le tariffe del 2025: quando la nuova tariffa sarà definitiva, l’aumento verrà applicato anche ai mesi già pagati. «Si rischia di presentare il conto tutto in una volta», avverte Ciaramella. «Il rincaro viene motivato con il piano degli investimenti, ma in città interventi già progettati restano sulla carta», osserva Andrea Olivelli, ex assessore ai Lavori pubblici e referente lomellino di Patto per il Nord. Il primo esempio è Madonna del Campo: l’adeguamento di fognatura e depurazione compare nei programmi di Pavia Acque dal 2021, viene riproposto ogni anno ed è ancora nel piano 2026, con 150mila euro. Poi ci sono le frazioni orientali, Guallina, Molino Faenza e Cattanea-Casonai dei Peri, i cui scarichi devono essere portati al depuratore di Garbana. «Da assessore avevo concordato con AsmAres una serie di interventi – ricorda Olivelli -. Voglio sapere perché si sono fermati». Infine via Porta di Giove, dove era prevista una vasca per raccogliere l’acqua piovana e convogliarla in via Gorizia. «Il progetto c’è, la vasca no. Con temporali sempre più violenti, è proprio l’opera che una tariffa più alta dovrebbe pagare». In Lomellina si ricorda anche un precedente. Nel 2017 Marco Facchinotti e Andrea Ceffa, allora consiglieri provinciali, votarono contro un aumento delle tariffe già approvate dall’assemblea dei sindaci dell’Ato. Patto per il Nord auspica che anche l’attuale Consiglio provinciale si esprima contro i nuovi rincari.
