A cura di don Cesare Silva
La chiesa parrocchiale di Sairano, dedicata a Santa Maria Assunta, custodisce una storia che attraversa secoli di calamità naturali, migrazioni e ricostruzioni, diventando il simbolo della tenacia della comunità locale. Le sue origini risalgono all’alto Medioevo, quando il primo edificio sacro sorgeva nell’antico abitato di Sairano, poi travolto dalle acque del Po alla fine del XIV secolo insieme a gran parte del paese. Dopo la devastante alluvione, gli abitanti si trasferirono nel vicino borgo di San Nazzaro del Bosco, che però, pochi decenni più tardi, fu a sua volta colpito dalle piene del grande fiume. La popolazione si spostò quindi a Sommo e, verso la fine del XV secolo, raggiunse l’attuale territorio di Zinasco. Fu qui che i sairanesi ricostruirono il proprio paese “sulla costa”, edificando una nuova chiesa che nel 1576 venne nuovamente eretta a sede parrocchiale. a storia della comunità si intrecciò definitivamente con quella di San Nazzaro del Bosco nel 1671, quando le due cure pastorali vennero unite. Nel 1784 la chiesa fu completamente rinnovata e, nel 1817, si arricchì di una preziosa reliquia: il Corpo Santo di Sant’Alessandro Martire, da allora venerato come patrono della comunità. Un nuovo drammatico evento segnò però la vita dell’edificio nel 1828, quando un violento incendio lo distrusse. La ricostruzione diede origine all’attuale chiesa, ispirata nelle linee architettoniche alla parrocchiale di Cava Manara, pur con forme più semplici ed essenziali. Di particolare pregio è il campanile, elegante nelle sue proporzioni e oggi elemento distintivo del profilo del paese. Negli ultimi decenni l’interno della chiesa è stato oggetto di un importante intervento di restauro che ne ha restituito il decoro e la bellezza, permettendo di conservare un patrimonio artistico e religioso che continua a raccontare la lunga vicenda di una comunità capace di rinascere dopo alluvioni, incendi e continui spostamenti, senza mai perdere le proprie radici.
