ROBBIO – Mancano volontari e anche il centralino della Croce Azzurra Robbiese rischia di non riuscire più a garantire la copertura di tutti i turni. È un problema che riguarda uno dei servizi meno visibili, ma fondamentali, dell’associazione: quello di chi, dall’altra parte del telefono, raccoglie le richieste dei cittadini, organizza i trasporti sanitari e mantiene il collegamento con gli equipaggi. Una difficoltà che si aggiunge a quella già affrontata negli anni sul fronte del soccorso sanitario di urgenza ed emergenza, dove la diminuzione delle disponibilità dei volontari ha reso necessario affiancare al loro impegno anche quello di soccorritori dipendenti. Oggi la carenza di persone disponibili si fa sentire soprattutto dietro la scrivania del centralino. La giornata deve essere coperta interamente, con turni dalle 7 alle 12, dalle 12 alle 16, dalle 16 alle 20, dalle 20 alle 23 e, infine, per tutta la notte, dalle 23 alle 7. Basta quindi che vengano meno alcune disponibilità perché la composizione del calendario diventi complicata e il peso dell’organizzazione ricada su un numero sempre più ristretto di volontari. Eppure il centralinista svolge un compito tutt’altro che marginale. Risponde alle telefonate, raccoglie le richieste che arrivano alla sede, segue il tracciamento dei mezzi e mantiene i contatti con gli equipaggi. Ma soprattutto rappresenta il primo punto di accesso a una serie di servizi di cui molti cittadini hanno bisogno ogni giorno. Una visita medica, una terapia, un ricovero, un appuntamento in ospedale o un ciclo di dialisi possono infatti richiedere un trasporto sanitario programmato. E spesso tutto comincia con una semplice telefonata alla Croce Azzurra. È quella parte dell’attività associativa che non fa rumore e non ha lampeggianti accesi, ma che rappresenta un sostegno concreto per anziani, pazienti e persone che non hanno la possibilità di spostarsi autonomamente. Per questo l’eventuale ridimensionamento del centralino non sarebbe soltanto una questione organizzativa interna, ma rischierebbe di incidere sulla possibilità di continuare a rispondere alle esigenze del territorio. Da qui l’appello della Croce Azzurra a nuove persone disposte a dedicare qualche ora del proprio tempo all’associazione. Non servono necessariamente giovani o persone disponibili a salire su un’ambulanza: c’è bisogno anche di pensionati, lavoratori con alcune ore libere e cittadini che vogliano dare una mano rimanendo in sede. Il volontariato, in questo caso, significa anche rispondere al telefono, raccogliere una richiesta e fare in modo che dall’altra parte ci sia qualcuno pronto a occuparsene. Anche una disponibilità limitata può fare la differenza. Con più volontari sarebbe infatti possibile distribuire i turni, alleggerire il carico di chi già garantisce il servizio e mantenere una presenza continuativa nell’arco delle 24 ore.
