MORTARA – C’è chi distrugge e chi costruisce. Chi prende a calci un cestino e chi impugna una zappa. Chi lascia vetri rotti e chi pianta un albero. Il fine settimana ha offerto due immagini agli antipodi: a Milano gli scontri e i danneggiamenti provocati da gruppi di violenti durante le manifestazioni; a Mortara un curioso personaggio impegnato a sistemare il verde pubblico. Non indossa un mantello e non guida una Batmobile, ma si riconosce dal cappello e dal volto coperto da una mascherina verde. Sui social si fa chiamare Piantaman. E tanto basta: ogni città, in fondo, ha diritto al proprio supereroe. Il suo superpotere? Il pollice verde. La sua arma segreta? Gli attrezzi da giardinaggio. La missione? Restituire un po’ di vita agli spazi dimenticati. Piantaman non è mortarese; pare arrivi da Vigevano, dove ha già promosso iniziative simili. Quanto alla vera identità, meglio lasciargli il gusto del mistero. Anche Batman, del resto, senza maschera avrebbe avuto molto meno fascino.
Sabato e domenica il nostro eroe è comparso al Parco Nuovi Nati, nel quartiere San Pio X. Ha cercato volontari, si è rimboccato le maniche e ha cominciato a pulire e sistemare il verde. Poi ha piantato un fico, subito battezzato Leone. E in un luogo che da anni aspetta di rinascere, finalmente qualcosa ha messo radici. Non è un posto scelto a caso. Il Parco Nuovi Nati, un tempo, era uno dei punti di ritrovo del quartiere e non solo: c’erano un bar, un laghetto e famiglie che lo frequentavano. Poi la chiusura, il progressivo declino e una lunga stagione di progetti annunciati e speranze deluse. Il recupero è rimasto una questione aperta attraverso diverse amministrazioni. Anche l’ex sindaco Ettore Gerosa aveva parlato, in campagna elettorale, della volontà di rimetterlo a nuovo, senza che il rilancio si concretizzasse. Ora la giunta Farina eredita un problema che non nasce certo oggi. E mentre la politica cerca una soluzione, Piantaman ha scelto di rimboccarsi le maniche e passare ai fatti. Niente proclami, cerimonie o nastri da tagliare: solo lavoro volontario, raccontato sulla sua pagina Facebook attraverso fotografie e aggiornamenti. Dietro l’impresa c’è un’idea semplice: il verde pubblico appartiene a tutti e tutti possono contribuire a rispettarlo e a prendersene cura, naturalmente d’accordo con chi ne è responsabile. Il progetto guarda anche oltre la pulizia: scambi di piante, semi e prodotti dell’orto, incontri tra cittadini e piccoli gesti capaci di creare comunità. Una specie di rivoluzione verde, ma con le zucchine al posto dei fumogeni. La differenza con le scene milanesi sta tutta qui: c’è chi trasforma uno spazio comune in qualcosa da danneggiare e chi prova a farlo diventare qualcosa da custodire. Senza confondere, sia chiaro, i responsabili delle violenze con tutti quelli che manifestano pacificamente. Né una zappa può sostituire gli investimenti, i lavori e le autorizzazioni necessari per riaprire davvero il parco. Ma questo insolito blitz ha il merito di riaccendere i riflettori su un luogo che Mortara vorrebbe ritrovare. Certo, il parco non tornerà quello di una volta per magia: non basta un fico a riaprire il bar o a riempire il laghetto. Ma qualcuno è passato all’azione. Nel frattempo, lasciamo a Piantaman la sua maschera e un pizzico di mistero. Batman veglia su Gotham, lui prova a far crescere il Parco Nuovi Nati. E chissà che il piccolo Leone non sia il primo capitolo di una storia finalmente diversa.
