Inceneritore, chiesta maggiore trasparenza

PARONA – Più trasparenza sulle emissioni dell’inceneritore e una valutazione complessiva dell’impatto ambientale delle attività industriali. Sono questi i temi emersi dalla riunione del 17 ottobre della Commissione consultiva comunale sul termoutilizzatore, durante la quale è stata esaminata l’istanza tecnica presentata da Renato Soffritti, capogruppo di minoranza di Insieme per Parona, allegata al verbale ufficiale numero 4. Tra i risultati del confronto, la disponibilità a integrare nel primo verbale del nuovo anno i dati annuali dei flussi di massa, espressi in chilogrammi, affiancandoli ai consueti valori di concentrazione degli inquinanti ai camini. La direzione dell’impianto, gestito da A2A, ha precisato che queste informazioni sono già contenute nella documentazione ufficiale, tra cui la Relazione 133 e la piattaforma Aida. La Commissione ha concordato di inserirle nel documento relativo al consuntivo annuale dei rifiuti conferiti e dei residui smaltiti. «Conoscere i chilogrammi emessi nell’arco di un anno permette di affiancare ai valori di concentrazione un dato altrettanto significativo, rendendo le informazioni più comprensibili e accessibili alla comunità», sottolinea Soffritti. L’obiettivo della minoranza è estendere l’analisi ai cinque impianti industriali presenti sul territorio comunale, che si estende per circa otto chilometri quadrati. L’intento è ottenere un quadro cumulativo delle emissioni, utile agli enti competenti per valutare la pressione ambientale e considerarla nelle decisioni su nuove autorizzazioni o ampliamenti produttivi. «Non basta analizzare una ciminiera alla volta: occorre provare a sommare le emissioni annuali delle diverse realtà, distinguendo i dati misurati da quelli stimati», afferma il capogruppo, richiamando anche le possibili interazioni tra sostanze in atmosfera, come quelle che possono favorire la formazione di particolato secondario. Nel corso della seduta, A2A ha inoltre fornito chiarimenti sulla gestione dell’impianto. Tra gli argomenti affrontati, il nuovo sistema di depurazione dei fumi della Linea 2, basato sull’impiego di calce idrata speciale dopo prove positive e in considerazione delle difficoltà di approvvigionamento del bicarbonato di sodio. Discussi anche il guasto al ventilatore della Linea 3, avvenuto nel luglio 2026, e le misure per impedire l’ingresso nei forni di bombolette e recipienti a pressione, potenzialmente responsabili di fermate. Un confronto ha riguardato anche le tecnologie di combustione: il sistema a letto fluido della Linea 2, grazie al pretrattamento dei rifiuti, permette di intercettare materiali non idonei, mentre la Linea 3 utilizza una tecnologia a griglia. Infine, sono state aggiornate le tempistiche del progetto fanghi: i primi conferimenti di prova sono previsti per giugno 2027, con l’avvio a regime nell’autunno successivo. «La rendicontazione dei flussi di massa è un passo verso la trasparenza. Ora occorre proseguire per arrivare a una conoscenza più completa delle emissioni e tutelare il territorio e la salute dei cittadini», conclude Soffritti.

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