TROMELLO – È apparso tranquillo e sereno, questa mattina a Tromello, Fra Alessandro Matteo Maria Biasibetti, presente alla celebrazione alla quale hanno partecipato anche il vescovo di Vigevano Maurizio Gervasoni e il vicario generale monsignor Angelo Croera, attuale amministratore parrocchiale della comunità tromellese. La presenza del frate domenicano aveva alimentato le indiscrezioni su un possibile incarico nella parrocchia. Ipotesi però smentita dallo stesso monsignor Croera: «Nessuna nomina per ora. Alessandro è diacono ed era presente solo come tale, per servire Messa. Non è della nostra diocesi: era a Tromello esclusivamente per il servizio diaconale». Resta tuttavia l’interesse attorno alla presenza di Biasibetti nel territorio della Diocesi di Vigevano, anche alla luce delle sue origini: il religioso è infatti originario di Garlasco. Il 7 dicembre 2024 aveva ricevuto l’ordinazione diaconale insieme ad altri sei giovani frati domenicani, mentre proseguiva gli studi a Roma. Il suo nome è inoltre emerso negli atti relativi al delitto di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco. Biasibetti, all’epoca amico di lunga data di Marco Poggi, fratello della vittima, aveva riferito agli investigatori di conoscere la famiglia fin dall’infanzia. Le sue dichiarazioni sono tornate d’attualità nell’ambito delle nuove attività investigative sul caso, che vedono indagato Andrea Sempio, appartenente alla stessa cerchia di amici di allora. Per ora, dunque, nessuna nomina a Tromello. Ma la presenza del frate nella comunità lomellina lascia aperto uno scenario fatto di molteplici indiscrezioni tra le quali una – fra tutte – più caldeggiata: potrebbe trattarsi di un possibile ritorno in Diocesi?
