Nel cuore di Mortara potrebbe sopravvivere la traccia di un antico insediamento di origine romana, non attraverso grandi rovine, ma nella forma stessa della planimetria cittadina. La presenza romana nel territorio è ben documentata da sepolture, monete, iscrizioni e reperti legati alla viabilità antica. Più discussa è invece l’ipotesi che nell’attuale centro storico sorgesse un vero castrum, organizzato secondo uno schema regolare di tradizione militare. A sostenere questa teoria fu soprattutto lo storico locale Francesco Pezza, che osservò l’andamento rettilineo e quasi ortogonale di alcune vie, in particolare nella zona di via Roma, richiamando gli assi del cardo e del decumano tipici degli insediamenti romani. Mortara occupava inoltre una posizione strategica lungo antichi percorsi tra Ticinum, l’attuale Pavia, la Lomellina occidentale, il Piemonte e le Gallie. Importante testimonianza è il miliare conservato presso la basilica di San Lorenzo, attribuito all’età costantiniana del IV secolo d.C. Nel territorio sono emerse anche tombe in tegoloni, monete e materiali funerari, soprattutto presso Sant’Albino e Madonna del Campo, elementi che confermano una frequentazione romana intensa e prolungata dell’area. Manca però una prova archeologica definitiva dell’esistenza di un accampamento fortificato nel centro cittadino: non sono state individuate con certezza mura, porte, fossati o strutture militari. È quindi più corretto parlare di un’affascinante ipotesi storico-topografica. Se il castrum di Mortara è davvero esistito, potrebbe aver lasciato la propria impronta non nelle rovine, ma nella geometria delle strade percorse ancora oggi rendendo il centro moderno erede silenzioso di un assetto nato quasi duemila anni fa.
