Addio Minu, Mortara perde uno dei suoi sorrisi più veri

MORTARA – Domenica sera Mortara ha perso uno dei suoi sorrisi più riconoscibili: si è spento Massimiliano Minutillo, per tutti semplicemente Minu, classe 1972. Una malattia scoperta soltanto pochi mesi fa e affrontata con una forza straordinaria lo ha portato via troppo presto. Aveva lottato con determinazione, senza arrendersi, cercando di restare aggrappato alla vita, agli amici, alle sue abitudini e soprattutto al figlio Rocco, il centro del suo mondo. Soltanto due settimane fa era ancora a cena con lui nel centro cittadino: provato e segnato dalla malattia, ma con quella grinta e quel sorriso che tutti gli riconoscevano, capace di nascondere la fatica e di rassicurare chi gli stava accanto. Minu era uno di Mortara, non soltanto perché qui era nato, cresciuto e conosciuto da tutti, ma perché apparteneva alla città nel modo più autentico, con la sua risata, le battute, la presenza spontanea e quel saluto che non mancava mai. Era uno di quei volti che sembrano destinati a esserci sempre e, proprio per questo, la notizia della sua scomparsa ha lasciato un vuoto difficile da accettare. A piangerlo è soprattutto il figlio Rocco, al quale era profondamente legato. Ed è proprio l’immagine di loro due insieme, a quella cena di poche settimane fa, a rendere ancora più doloroso l’addio: un padre stanco ma combattivo, ancora capace di sorridere accanto al proprio ragazzo, quasi a voler difendere fino all’ultimo la normalità e l’amore che li univa. L’ultimo saluto è fissato per oggi, mercoledì 15 luglio, alle 14.30 nella Sala della Commemorazione. Minu riposa nella Casa funeraria Siof & Lomellina di via Vittorini 56. Mortara dovrà abituarsi a non incontrarlo più, a non sentire quella risata, a non vedere quel sorriso che sembrava resistere a tutto. La malattia ha vinto la sua battaglia più crudele, ma non potrà cancellare ciò che Minu ha lasciato: l’amore per Rocco, l’affetto degli amici, i ricordi di una vita condivisa e l’immagine di quel ragazzo che, un giorno lontano, si alzò in volo e fece esultare un’intera squadra.

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