Dopo mesi di polemiche e di crescita dei progetti tra agrivoltaico e grandi campi fotovoltaici, Regione Lombardia ha approvato una nuova legge sulle “aree idonee” per cercare di regolamentare la diffusione degli impianti da fonti rinnovabili sui terreni agricoli, tema particolarmente delicato in Lomellina, dove il confronto tra esigenze energetiche e tutela della risicoltura è sempre più acceso. La normativa stabilisce che la priorità venga data alle aree già compromesse, come ex cave, discariche dismesse, aree industriali abbandonate, parcheggi e tetti degli edifici, limitando invece l’utilizzo dei terreni agricoli attraverso soglie precise: a livello regionale gli impianti non potranno superare lo 0,8% della superficie agricola utilizzata, mentre a livello provinciale il limite sarà del 2%, con possibilità di arrivare fino al 5% solo per progetti destinati all’autoconsumo industriale o alle Comunità Energetiche Rinnovabili. Il provvedimento è stato accolto con prudente favore da Confagricoltura Pavia e Coldiretti Pavia, che lo considerano un primo passo utile ma non ancora sufficiente a proteggere il territorio e il paesaggio agricolo. Tra gli aspetti positivi viene evidenziato l’obbligo di mantenere almeno l’80% della produzione agricola precedente all’installazione degli impianti, anche se resta forte la preoccupazione per la maggiore redditività del fotovoltaico rispetto alla coltivazione del riso, in un contesto già segnato dal calo dei prezzi agricoli, dall’aumento dei costi energetici e dalla concorrenza delle importazioni. Coldiretti sottolinea inoltre il rischio di compromettere l’ecosistema unico delle risaie lomelline e ricorda come migliaia di impianti siano già stati installati sui tetti agricoli evitando consumo di suolo. La legge, tuttavia, non bloccherà i progetti già autorizzati o in fase avanzata, molti dei quali continueranno quindi il proprio iter, mentre entro 60 giorni la Regione pubblicherà le mappe digitali delle aree considerate idonee, permettendo a cittadini, agricoltori e Comuni di comprendere quali terreni potrebbero essere interessati dai futuri investimenti energetici.
