MORTARA Una serata divertente, spensierata e, soprattutto, ricca di solidarietà. The Grup ha organizzato una serata a favore della 3A, scegliendo il linguaggio del teatro e della convivialità per celebrare un traguardo importante: il nuovo automezzo dell’associazione è finalmente realtà. Un risultato costruito grazie alla generosità di tante realtà del territorio, che hanno scelto di sostenere concretamente un servizio prezioso per la comunità. Ad aprire la serata è stato il facente funzioni Giuseppe Cattaneo, chiamato a rappresentare l’associazione in assenza del presidente, impossibilitato a partecipare per motivi di salute. Nel suo intervento ha voluto innanzitutto rivolgere un ringraziamento ai soci volontari, il cui impegno quotidiano permette a tante persone di raggiungere le strutture sanitarie e di rispondere a necessità che, altrimenti, rischierebbero di trasformarsi in difficoltà insormontabili. Un lavoro spesso silenzioso, fatto di disponibilità, tempo donato e attenzione verso gli altri. La serata è stata anche l’occasione per riconoscere pubblicamente quanti hanno contribuito all’acquisto del nuovo veicolo. «Grazie al sostegno di queste aziende, ditte e realtà prettamente locali siamo riusciti a completare in maniera efficiente il nostro parco macchine», ha sottolineato Cattaneo, ricordando come la flotta dell’associazione possa contare oggi su 8 mezzi, due dei quali attrezzati con sollevatori per il trasporto di persone non deambulanti. Le altre autovetture sono dotate di carrozzina, così da garantire un servizio adeguato anche a chi presenta difficoltà motorie. Un patrimonio di solidarietà che si traduce in un aiuto concreto, giorno dopo giorno. A ricevere un attestato di benemerenza sono stati Asm, Baratti Pneumatici, BB Resins Srl, CFS Medical di Cabrera Angelo, DL Car Trading di Logarzo Danilo, Giovanna Carena, in memoria del marito Italo Mannato, che ha voluto contribuire con una generosa donazione, Luciano Cazzavacca, i Comuni di Candia Lomellina, Cergnago, Mortara, Olevano e Parona, Cooperativa Start, Delmar Logistics & Transport Srl, El.Mo. Srl, Farmacia Corsico, Farmacia di San Pio di Carmen Bortolas, Fondazione del Monte di Lombardia, InGrafica, L&R di Legnazzi Marcello, La Nuova Maresi, Lions Club Mortara Silvabella, con il contributo dei Panificatori di Mortara, Università della Terza Età, Museo di Arte e Tradizione Contadina di Olevano, Nuova Sama di Comolli e C., PC – Perfect, Un Mondo di Pane, Officina Santinato Vittorio, Zandi Roberto e i genitori di Anna Rossi, allieva dell’Istituto Comprensivo che usufruisce del servizio di trasporto della 3A per raggiungere la scuola, rappresentati dalla mamma, la dottoressa Pagetti. Conclusa la consegna dei riconoscimenti, sono intervenuti don Marco e il sindaco Fabio Farina, che ha ricordato anche il legame di affetto familiare che lo unisce alla 3A. Un passaggio nel quale non è mancato un riferimento all’importanza del dialetto, elemento identitario capace di custodire la memoria e raccontare l’anima di una comunità. Presente anche l’assessore alla Cultura Cinzia De Biase. Poi, finalmente, si è aperto il sipario. E con esso è arrivata una nuova ondata di applausi e risate. La commedia ha riportato il pubblico in quell’atmosfera senza tempo dei cortili lomellini, dove gli equivoci nascono spontaneamente, le battute si rincorrono e ogni personaggio sembra appartenere a un mondo che, in fondo, tutti conoscono. Una comicità genuina, fatta di espressioni, gesti e situazioni familiari, che ha trovato una risposta calorosa in una sala gremita, con tanti mortaresi pronti a riconoscersi in quel piccolo universo di provincia. Al centro della trama, un viaggio a Roma con don Bairo, interpretato da un brillante Maurizio Floris, autentico mattatore della scena. Al suo seguito le due perpetue, la Bernarda (Luisella Bocca) e Nunzia (Maria Grazia Romani), accompagnate dal marito di quest’ultima, Filiberto (Giovanni Moda), perennemente un po’ brillo. Sul palco anche il playboy Eros (Carlo Vandone), protagonista di situazioni e intrecci che hanno alimentato l’ilarità della platea. Ma dietro le risate c’era anche qualcosa di più. Il dialetto, con le sue sfumature e i suoi modi di dire, non è soltanto uno strumento di comicità: è una lingua degli affetti, un patrimonio che attraversa le generazioni e restituisce alla comunità il sapore delle proprie origini. In un tempo nel quale tante tradizioni rischiano di sbiadire, portarle sul palco significa tenerle vive, trasformandole in un’occasione di incontro e riconoscimento collettivo. Ed è proprio grazie all’iniziativa di The Grup, che ha organizzato la serata a favore della 3A, se solidarietà e spettacolo hanno trovato un punto d’incontro. Una serata nella quale la generosità del territorio ha preso forma concreta con il nuovo automezzo, mentre il teatro ha restituito il valore di una tradizione popolare ancora capace di riunire le persone. Perché, tra un applauso e una risata, il messaggio più bello è arrivato proprio dalla partecipazione: una comunità si riconosce anche nella capacità di prendersi cura dei propri membri.
