ROBBIO – Si allungano i tempi per la riapertura dell’ufficio postale di Robbio. I cittadini dovranno infatti aspettare ancora qualche settimana prima di poter tornare a usufruire dello sportello cittadino, chiuso dallo scorso 24 aprile per consentire gli interventi di riqualificazione previsti dal progetto Polis di Poste Italiane. Inizialmente la riapertura era stata fissata al 6 luglio scorso, ma poi Poste Italiane ha comunicato al Comune un ulteriore slittamento del termine dei lavori. Se non ci saranno altri imprevisti, lo sportello dovrebbe tornare operativo martedì 29 luglio, circa venti giorni più tardi rispetto a quanto previsto. Un rinvio che prolunga inevitabilmente i disagi per molti cittadini, soprattutto per gli anziani e per chi non ha la possibilità di spostarsi con facilità. Da quasi tre mesi, infatti, chi deve ritirare una pensione, spedire una raccomandata o svolgere qualsiasi altra operazione postale è costretto a rivolgersi agli uffici dei paesi vicini. Il punto di riferimento principale resta Palestro, il comune più vicino a Robbio, dove l’ufficio postale di via Umberto I è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle 13.45 e il sabato dalle 8.20 alle 12.45. A una distanza simile si trovano anche gli sportelli di Confienza, Nicorvo, Rosasco, Castelnovetto e Sant’Angelo Lomellina, anche se alcuni osservano aperture solo in determinati giorni della settimana. Chi, invece, necessita di un servizio anche nel pomeriggio può fare riferimento all’ufficio di Vigevano, in via Edmondo De Amicis, aperto dal lunedì al venerdì fino alle 19.05. Per cercare di ridurre i disagi, già nei giorni successivi alla chiusura dello sportello l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Francese aveva attivato una navetta gratuita diretta all’ufficio postale di Palestro, un servizio pensato soprattutto per aiutare le persone più anziane e chi ha difficoltà negli spostamenti. L’auspicio, ora, è che il nuovo termine venga rispettato. Dopo oltre tre mesi di chiusura, i cittadini attendono di poter tornare a usufruire di un servizio essenziale senza essere costretti a uscire dal paese.
