VIGEVANO – Stufe a pellet pagate, vecchi camini smantellati e installazioni mai completate. È la situazione denunciata da diversi consumatori che hanno sottoscritto contratti con la società Dea del Fuoco S.r.l. di Vigevano per la fornitura e la posa in opera di nuovi impianti, versando acconti anche superiori a 3.500 euro. A raccogliere le segnalazioni è il Codacons, che invita le famiglie coinvolte a rivolgersi al proprio sportello per ricevere assistenza.
Secondo quanto riferito dall’associazione, la vicenda sarebbe iniziata con la sottoscrizione dei contratti e il pagamento degli anticipi. Successivamente, i tecnici sarebbero intervenuti per smantellare i vecchi camini, senza però portare a termine i lavori. Le consegne e le installazioni concordate per settembre non sarebbero state rispettate. Nel frattempo, i recapiti telefonici risulterebbero inattivi e la sede aziendale di Vigevano sarebbe chiusa.
Una situazione che, con l’inverno ormai alle porte, lascia le famiglie senza il vecchio impianto, senza la nuova stufa e con somme già versate che rischiano di non essere recuperate. A complicare ulteriormente il quadro ci sarebbe anche la mancata consegna della documentazione relativa allo smaltimento del precedente impianto, necessaria, secondo quanto segnalato, per accedere agli incentivi del Conto termico. Il danno economico aggiuntivo potrebbe superare i 2.000 euro per ciascun nucleo familiare.
Stando a quanto riferito dal Codacons, anche le diffide inviate alla società ai sensi dell’articolo 1454 del Codice civile sarebbero rimaste senza risposta. L’associazione ritiene che sussistano i presupposti per chiedere la risoluzione dei contratti per grave inadempimento, la restituzione integrale delle somme versate e il risarcimento dei danni subiti, compresa l’eventuale perdita degli incentivi.
Il Codacons richiama inoltre l’attenzione di chi ha acquistato la stufa ricorrendo a un finanziamento collegato al contratto di fornitura. In caso di mancata consegna del bene, potrebbe essere possibile chiedere anche la risoluzione del finanziamento e la restituzione delle rate già pagate, previa verifica delle condizioni applicabili.
«Ancora una volta sono i consumatori a farne le spese. Acconti incassati, lavori appena iniziati e poi abbandonati, un’azienda che non risponde né al telefono né alle Pec», sottolinea l’associazione, che si mette a disposizione delle persone coinvolte per raccogliere ulteriori segnalazioni e fornire assistenza legale, anche online. L’obiettivo è aiutare le famiglie a tutelare i propri diritti e portare all’attenzione pubblica la vicenda, affinché altri consumatori non si trovino nella stessa situazione.
