SANNAZZARO – La videosorveglianza è uno strumento importante per la sicurezza del territorio, ma non può sostituire la denuncia dei cittadini. È questo il messaggio lanciato dal sindaco Roberto Zucca dopo il caso di un residente che aveva raccontato, attraverso gli organi di informazione (e balzato alla cronaca su tv nazionali), di aver subito diversi furti di biciclette.
Un episodio che, secondo il primo cittadino, permette di chiarire il ruolo delle telecamere comunali e il loro utilizzo nelle attività investigative. «Solo dopo la presentazione di una regolare denuncia – spiega Zucca – le Forze dell’Ordine hanno potuto avviare gli accertamenti, analizzare le immagini disponibili e, grazie al lavoro investigativo, individuare il presunto responsabile e recuperare la bicicletta».
Il sindaco sottolinea come la videosorveglianza non sia un sistema automatico in grado di individuare ogni illecito senza elementi di partenza. «Ogni telecamera ha un campo visivo limitato e registra immagini relative a specifiche aree. Per effettuare verifiche efficaci servono informazioni precise, come il luogo, la data e una fascia oraria dell’evento».
Da qui l’appello alla collaborazione dei cittadini: «Pensare di poter controllare indistintamente tutte le registrazioni di un territorio non è realistico e non è compatibile con le norme che regolano questi strumenti. Le indagini devono partire da fatti concreti e da una denuncia che permetta agli investigatori di indirizzare le verifiche».
Secondo Zucca, il sistema installato a Sannazzaro ha già dato risultati significativi in diverse occasioni, fornendo alle Forze dell’Ordine elementi utili per ricostruire episodi, seguire gli spostamenti dei responsabili e arrivare all’identificazione degli autori di reati.
«Investire nella videosorveglianza è una scelta fondamentale per la sicurezza – conclude il sindaco – ma altrettanto importante è la collaborazione dei cittadini. Denunciare tempestivamente significa aumentare le possibilità di intervento e consentire un utilizzo più efficace delle tecnologie disponibili».
Una sicurezza, dunque, che nasce dall’unione tra strumenti tecnologici, attività investigativa e partecipazione della comunità.
