LA CAMELIA COLLEZIONI – La stravagante imponenza dei cappelli da donna nell’800

Alla fine del 700, l’emergere di una nuova classe sociale – quella borghese, commerciale e imprenditoriale – ha avuto un impatto profondo sulle tendenze stilistiche. Con l’allargarsi della cerchia di donne capaci di accedere a determinati prodotti di moda, inizia a formarsi una vera e propria industria dell’abbigliamento, che trova nell’affermazione dei periodici femminili un mezzo essenziale di promozione. Pur essendo inizialmente un fenomeno prevalentemente francese e inglese, anche l’Italia non rimarrà immune da questa evoluzione. Nella cronaca de “L’Eco” giornale di Scienze, Lettere, Arti, Mode e Teatri pubblicata a Milano, si legge come i vasti cappelli delle Signore recassero disagio in teatro, coprendo la vista del palco a tre o quattro spettatori. Durante le serate mondane, la buona società si riuniva per esibire non solo abiti, ma anche i cappelli che assumevano un’importanza cruciale nell’abbigliamento femminile del periodo. L’800 è il secolo della sua maggiore espansione. Le donne ne indossano di elaborati, ornati da piume, fiori e nastri, e serviva anche a comunicare la loro posizione nella gerarchia sociale. In sostanza erano strumenti di comunicazione visiva, capaci di rivelare molto di più di quanto possa apparire a prima vista. In Collezione, tra il migliaio di cappelli che conserviamo, molti sono risalenti alla metà dell’800. Tra le prime cose che ci donano, assieme a guanti e borsette sono proprio i copricapo. Alcuni utilizzati quotidianamente, altri per occasioni speciali mentre altri ancora, fatti realizzare ma mai indossati. Il nostro archivio cartaceo si compone anche di volumi e riviste ottocentesche che ci offrono un ritratto reale della moda delle donne di quell’epoca.

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