a cura di Antonella Nipoti
Il 2026 è un anno particolarmente importante e caro a tutti gli appassionati del mito americano: si festeggiano i cento anni della Route 66, la mitica “Mother Road” La Route 66 nasce ufficialmente nel 1926, quando gli Stati Uniti avviano il primo grande sistema di strade numerate: il tracciato viene modificato collegando strade locali e statali già esistenti. È così che prende forma la rotta che, nell’immaginario collettivo, unisce l’America da Chicago, attraversando il cuore del Paese fino alla California. All’inizio fu un mix di asfalto, mattoni, sterrati e segmenti discontinui; poi arriva il periodo che la trasforma in leggenda. Negli anni della Grande Depressione, la Route 66 diventa la via della speranza per chi migra verso ovest; durante e dopo la Seconda guerra mondiale diventa un’arteria fondamentale per spostamenti e trasporti; negli anni ’50 e ’60, con l’esplosione dell’automobile e delle vacanze su strada, si riempie di motel, insegne al neon, diner e stazioni di servizio. È qui che nasce l’estetica che ancora oggi associamo a questa famosissima strada. Non è solo una strada, ma un simbolo: rinasce come Historic Route 66, e alcuni tratti vengono preservati e valorizzati. È famosa perché fa sognare e vivere il mito americano. La Route 66, in sostanza, è un tracciato che si snoda e propone deviazioni tra tratti originali e strade moderne parallele, dall’Illinois alla California, attraversando otto stati: Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona e California. Ci sono voluti anni perché fosse tutta asfaltata. L’inizio è a Chicago, esattamente dall’iconico cartello iperfotografato, e la fine è a Santa Monica, sul Pacifico. È anche per questo che il pontile di Santa Monica è diventato una delle immagini più iconiche della Route 66. Tra le attrazioni più fotografate c’è il Cadillac Ranch ad Amarillo, in Texas, con dieci Cadillac conficcate nel terreno, che vengono continuamente ridipinte e ricoperte di graffiti dai visitatori. Oltre a diner e insegne storiche, lungo la strada si trovano murales, sculture e installazioni che sono ormai parte del viaggio: è un’America iconica e spesso commovente. Ed è anche uno dei motivi per cui, nel 2026, il centenario non è solo un anniversario: è una celebrazione dell’immaginario e dell’identità americana. Il coast to coast sulla Route 66 è il viaggio dei viaggi: si può fare in auto, in camper oppure a bordo delle mitiche Harley-Davidson. Pranzare in un diner è come fare un salto negli anni ’50: si entra e il profumo di caffè, insieme al suono di un vecchio jukebox, vi accoglieranno. Le pareti raccontano storie di viaggiatori di ogni epoca, con foto in bianco e nero e insegne di altri tempi. Ogni dettaglio parla di autenticità, di un’America vera. È una leggenda culturale americana celebrata anche in libri e film che ne catturano lo spirito e la libertà, con capolavori come il romanzo Furore di John Steinbeck e film iconici come Easy Rider o Thelma & Louise. La Route 66 è un sogno che vale la pena realizzare con un viaggio indimenticabile.





