DORNO – Una rapina a mano armata avvenuta in una gioielleria del centro si è conclusa con l’arresto di due uomini, ritenuti responsabili del colpo messo a segno lo scorso febbraio. Nella giornata del 31 dicembre, i Carabinieri della Stazione di Garlasco, con il supporto della Compagnia Carabinieri di Catania Piazza Dante, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale Ordinario di Pavia. In manette sono finiti P.M., classe 1959, originario di Catania e con precedenti penali, e F.N., classe 1959, nato a Paola, senza fissa dimora, pluripregiudicato e già detenuto presso la casa circondariale di Pavia. L’indagine ha preso avvio il 15 febbraio scorso, a seguito della denuncia presentata dai titolari della gioielleria “Cremona”, una coppia di coniugi di Dorno. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, intorno alle 18.15 due uomini, travisati con parrucche e un berretto, erano entrati nel negozio fingendosi clienti interessati all’acquisto di un orologio. Poco dopo, uno dei due, identificato in P.M., aveva estratto una pistola a tamburo, minacciando i proprietari e costringendoli a consegnare orologi Rolex e altri preziosi per un valore complessivo stimato in circa 57 mila euro. Nel tentativo di difendersi, il titolare aveva cercato di disarmare il rapinatore, dando vita a una colluttazione. L’uomo era però stato spinto a terra e colpito con calci, mentre il complice bloccava la moglie per impedirle di intervenire. Anche la donna era stata successivamente aggredita, riportando lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. Dopo il colpo, i rapinatori si erano dati alla fuga a bordo di un’autovettura, alla cui guida, secondo quanto emerso dalle indagini, si trovava F.N., con il ruolo di autista. I successivi accertamenti condotti dai Carabinieri hanno consentito non solo di individuare i destinatari della misura cautelare, ma anche di accertare il coinvolgimento, a vario titolo, di altre sei persone, attualmente indagate in stato di libertà. Tra queste figura Z.S., classe 1969, ritenuto il secondo rapinatore entrato in azione all’interno della gioielleria, oltre a G.L. (1964), G.S. (1978), F.G.V. (1997), F.L. (1955) e V.T. (1972). Nel corso delle attività investigative, a Z.S. è stato prelevato un campione salivare, che verrà comparato con le tracce biologiche rinvenute e repertate durante il sopralluogo effettuato subito dopo la rapina. Al termine delle formalità di rito, P.M. è stato associato alla Casa circondariale di Catania Piazza Lanza, mentre le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti.





